210 Views |  Like

Palazzo Barberini. L’Arma per l’Arte e la Legalità

fino al 30 ottobre a Palazzo Barberini

L’esposizione presenta una importantissima selezione di beni recuperati in Italia e all’estero dal TPC, tra cui reperti archeologici, documenti di inestimabile valore storico e indiscussi capolavori pittorici.

ROMA – “Vogliamo ci sia un luogo permanente, possibilmente a Roma, in cui mostrare al pubblico le tante opere recuperate dai Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, per un periodo limitato nel tempo, prima che tornino al luogo da cui sono state trafugate”. Sono state queste le parole pronunciate dal ministro di Beni Culturali e Turismo, Dario Franceschini, oggi nel corso della presentazione della mostra dal titolo “L’Arma per l’arte e la legalità”. La mostra, in corso fino al 30 ottobre a Palazzo Barberini, è stata inaugurata questa mattina alla presenza, oltre che del ministro Franceschini, del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette, Mario Panizza Rettore dell’Università Roma Tre, il Comandante dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale Generale Mariano Mossa e Ugo Soragni, Direttore Generale Musei. L’esposizione presenta una importantissima selezione di beni recuperati in Italia e all’estero dal TPC, tra cui reperti archeologici, documenti di inestimabile valore storico e indiscussi capolavori pittorici. Per permettere ai visitatori una maggiore comprensione del danno prodotto dal traffico illecito di beni culturali e l’importanza dell’azione di tutela, il percorso espositivo è arricchito da pannelli, realizzati dall’Università di Roma Tre, che spiegano dettagliatamente le indagini che hanno consentito il recupero dei beni, le caratteristiche storico-artistiche delle opere e, per i reperti archeologici, delle funzioni che gli oggetti avevano nel mondo antico, inoltre recano alcuni consigli per il cittadino sul comportamento da tenere in caso di ritrovamenti fortuiti, acquisti di beni culturali, furti di opere d’arte. Una mostra dunque che, oltre ad essere la più grande esposizione al Mondo, per quantità e qualità dei beni, interamente dedicata ai risultati di un reparto specializzato nella tutela del patrimonio culturale, si propone anche con uno scopo didattico ed educativo finalizzato alla diffusione della cultura della legalità. 

Tra le importanti opere esposte in particolare si segnala una kylix ad occhioni, attribuita al pittore di Andokides, rientrata solo qualche giorno fa da Monaco di Baviera. In questo caso le indagini che hanno portato al recupero del reperto, hanno permesso anche di identificare 27 indagati con ruoli differenti, facenti parte di un’organizzazione composta da tombaroli, ricettatori e trasportatori, impegnati nelle fasi del processo criminale: dal procacciamento dei reperti in Etruria Meridionale all’esportazione in Germania. 

Analizzando i contatti dell’intermediario e verificando il canale del traffico illecito, si riusciva ad individuare la persona che, oltralpe, deteneva alcuni beni già esportati illecitamente. Grazie al recepimento di una richiesta di assistenza giudiziaria in materia penale, l’eccezionale kylix in mostra è rientrata in Italia.

Altra opera di inestimabile valore è un olio su tela che raffigura un “mezzobusto di Bacco con uva e coppa di vino”, del pittore caravaggesco Loth Johann Carl detto il “Carlotto”,  rubato, nel 1986, in un palazzo nobiliare a Rieti. L’attività investigativa è scaturita dalla segnalazione del dipinto in una televendita di opere d’arte. L’opera aveva subito un pesante restauro, la sostituzione del telaio e la conseguente riduzione delle dimensioni, nonostante ciò, con i necessari accertamenti, si è giunti a dimostrare la perfetta corrispondenza dell’opera in vendita con quella provento del furto. 

Nell’ambito delle consuete attività di controllo dell’attività dei mediatori d’arte, i Carabinieri del TPC sono stati attratti da uno splendido disegno del valore stimato in 500.000 €, che veniva proposto in vendita a Roma. Si tratta di un disegno di Amedeo Modigliani. L’opera era da ricercare, in quanto rubata, nel 1995, ad un’importante famiglia di galleristi parigini. Il disegno è stato sequestrato e il proprietario, arrivato dalla Francia, l’ha riconosciuto per quello sottratto. Ora, a ritroso, si procederà nel verificare i passaggi di proprietà del bene per risalire ai responsabili del furto e delle successive ricettazioni.  Infine sono stati recuperati nuovi elementi della splendida scultura raffigurante il Dio Mitra Tauroctono che completano la pregevolissima scultura.

La mostra, realizzata in collaborazione tra MiBACT, Arma dei Carabinieri e Università Roma Tre è visitabile gratuitamente.